Malasanità o no?
A Messina, nel reparto di terapia intensiva è stata trovata la carcassa di un pipistrello. Rammaricati i medici si sono giustificati dicendo di aver tentato ogni cosa per salvarlo ma di non esserci riusciti.
A Messina, nel reparto di terapia intensiva è stata trovata la carcassa di un pipistrello. Rammaricati i medici si sono giustificati dicendo di aver tentato ogni cosa per salvarlo ma di non esserci riusciti.
Ciao a tutti,
Sono successe un sacco di cose nella mia vita e purtroppo nessuna piacevole. Due infarti, dissezione dell’aorta ascendente, paraplegia degli arti inferiori, braccio destro fuori uso… Sono un rottame vivo per miracolo ma per lo meno posso ancora raccontarlo. Rientrando dopo una lunghissima convalescenza ospedaliera ho anche trovato il mio povero blog forbidden per colpa di un attacco esterno che ha compromesso la struttura di wordpress. Ora ho sistemato tutto e aggiornato all’ultima versione. Scriverecon un dito è piuttosto faticoso ma non voglio privarmi della possibilità di poterlo fare percio il mio blogghetto sopravvive con me
… è un po che non le tolgo e il mio povero blog ne è pieno. Forse lo tolgo pur continuando a mantenere l’host… Non so ancora, vedremo
Vedi, anch’io ho i limiti miei,
E uccidermi ancora, non puoi,
Vedi, va così, la vita è di chi,
Più chiedi, e più, gli dai…
Un’altra guerra e sia,
L’ultima sulla pelle mia,
Là dove c’era ancora amore.
Chi più chi meno,
Senza rimorsi andava via,
Lasciando il vuoto, dove prima era poesia.
Tocca a te,
Dov’era un uomo, un ombra c’è,
Prenditi quello che rimane.
Chi più chi meno,
La tua stessa avidità,
Ladri di sempre, della notte che non che non sa.
Dietro di me, profili, e città,
Un uomo, che va, e non sente.
Chi, ti capirà, che siede al posto mio,
Che il mondo che vive, è il mio.
Un’altra guerra e sia.
Chi più chi meno,
Senza rimorsi andava via,
Lasciando il vuoto, dove prima, era poesia…
È crudeltà.
Tornare a vivere, chissà …
Tu mi hai insegnato, cosa è odiare …
Adesso insegnami, l’amore che cosa è.
E se domani avrai, due braccia anche per me…
Renato Zero